Alla fermata dell’autobus la serpentina si snoda sinuosa ed ordinata anche nel caos frenetico della città: nulla a che vedere con l’italico assalto alla diligenza sui mezzi pubbici. E si tratta di una vera e propria arte, caratterizzata da regole di comportamento ben precise, la cui violazione è motivo di profonda riprovazione (che si esprime soprattutto in un linguaggio del corpo, ma mai con gli insulti tipici nostrani, perché, ricordiamolo, siamo in Inghilterra!).
Ovviamente la prima e più importante regola morale che si applica all’arte del fare la coda è il divieto assoluto del saltare la coda. A scanso di equivoci, in occasione del torneo di Wimbledon, che attrae moltissimi visitatori stranieri non avvezzi alla nobile arte, viene distribuita un’apposita "guida al fare la coda" dal titolo “A Guide to Queueing for the Championships (vd.foto)”.

Le regole principali sono nove: una, in particolare, risalta, in quanto scritta in stampatello :“Saltare la coda non è accettabile e non sarà tollerato”. Non solo, ma: 1) si considera in coda soltanto chi vi si inserisce e vi resta fino al momento dell’acquisto del biglietto ed è in possesso della “Queue Card” (vd. foto); 2) è vietato “riservare” il proprio posto mettendo del materiale (sedie o altro): bisogna infatti essere fisicamente presenti sul posto; 3) è possibile tenere il posto per un’altra persona soltanto in caso di brevi assenze (es: toilette). Soltanto chi rispetta queste regole può ambire ad entrare nel prestigioso complesso di Wimbledon.