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sabato 29 ottobre 2011

Lui e Lei

M. e F. camminano sotto i portici tenendosi a braccetto. Si capisce, da come si muovono e parlano, che sono amiche da una vita.

Poco dopo, dietro di loro, si sente una voce: “Ehi, bella, perché non vieni con me?...”. M. si volta, guarda l’uomo e agita la mano, indispettita. Lui, su una vecchia bicicletta arrugginita, continua a seguire le due donne…:"Dai, vieni con me, sali…!”.

F. sorride e rivolgendosi all’uomo dice: “Sei geloso eh…?”. Lui: “Certo!”. M. si gira nuovamente, lo guarda, sbuffa, lascia il braccio di F. e si sistema sul sopporto metallico posto sopra la ruota posteriore, assicurandosi che la gonna le copra a dovere le ginocchia. Quindi, senza dire nulla, dà un deciso colpo sulla spalla dell’uomo: la bicicletta arrugginita si riavvia, procedendo lentamente a zig zag sotto i portici, accompagnata dal rumore metallico della vecchia catena.

F. li saluta con un cenno della mano, poi si volge verso di me che cammino qualche metro più in là e mi dice: “Sa, sono sposati da 65 anni…è lui è ancora così innamorato….!”

mercoledì 7 settembre 2011

La Crusca è salva...ma la lingua no...

Un emendamento ha evitato la soppressione, prevista dalla manovra, degli enti di ricerca e culturali con un numero di dipendenti inferiore alle 70 unità, categoria nella quale rientra anche la storica “Accademia della Crusca”. Ma chi/che cosa riuscirà a salvare la lingua italiana, così cara alla stessa Accademia?



Per anni abbiamo ascoltato i telegiornali e letto articoli di quotidiani e riviste: le notizie in fondo non sono cambiate molto. Si parla sempre di politica, di economia, di costume. Quello che è cambiato è il modo nel quale tale notizie vengono comunicate. Quegli stessi media che svolsero un ruolo importante nella diffusione di una lingua comune e condivisa nell’Italia disastrata del dopoguerra, oggi utilizzano un vocabolario assimilabile al vocabolario del bar, quell’insieme molto povero di parole ed espressioni che comunemente utilizziamo al bar con gli amici, di fronte ad un caffé.

I giornalisti sembrano ad esempio ritenere necessario ricorrere ad espressioni quali “L’uomo e la donna hanno fatto la fine del topo” (trasmesso in prima serata da un TG nazionale) affinché il pubblico comprenda la tragedia di una coppia di anziani coniugi soffocata dal gas nella propria abitazione. Forse pensano che l’uditorio sia costituito da persone incapaci di comprendere termini di uso comune se questi non vengono in qualche modo banalizzati e semplificati? Ecco il paradosso: la comunicazione, da parte di quella che dovrebbe essere l’élite di un paese (politica, economica, culturale, ecc.) tende a diventare sempre più povera e sciatta, ma questa estrema semplificazione non conduce ad una maggiore comprensione dei fatti, in quanto è fine a se stessa.



Su Internet il fenomeno è particolarmente evidente: certamente le caratteristiche del mezzo (i link, ecc.) rendono necessario il ricorso ad un registro linguistico differente, ma questo non giustifica l’utilizzo di un linguaggio sciatto. Un esempio: una volta le aziende erano solite preparare brochure dei propri prodotti. Il testo veniva riletto molto volte prima della pubblicazione. Difficilmente, pertanto, avremmo letto le seguenti frasi sulla brochure di una società che si definisce “uno dei più grandi specialisti di logistica nel mondo”: “ulteriori opzioni di rintrancciabilità delle spedizioni; ciò aiuta a censegnare senza ritardi; creare alltraverso l’innovazione un modello di logistica più flessibile; non tutti i prodotti sono disponibili in tutti i paese; non richiede l’installazione di un software specifico sul proprio PC o l’acquisizione di competente speciali; per avere il massimio delle performance, consigliamo Internet Explorer v4.0”. E se qualcuno di voi pensasse che si tratta di semplici sviste, ecco quello che si legge sul sito della medesima società (dal quale sono tratte le frasi precedentemente riportate): “Precisione del sito. Queste pagine web potrebbero contenere imprecisioni involontarie o errori tipografici. Questi, appena riscontrati, verranno corretti a discrezione della società”. Ecco appunto... a discrezione della società...e a discapito della povera lingua italiana...

lunedì 29 agosto 2011

Le vacanze sono finite: ultimo post vacanziero prima di tornare alle cose serie...

Nella vita di ogni persona vi sono luoghi importanti: il luogo nel quale si è nati, quello nel quale si vive...e poi ci sono quei luoghi che, pur non rientrando nelle due precedenti categorie, finiscono per diventare parte integrante del nostro mondo.

Prendiamo la nostra piccola località di mare, meta della villeggiatura estiva. Qui la toponomastica è pressoché sconosciuta ai villeggianti, che piuttosto tendono ad orientarsi facendo riferimento ai negozi che lì si trovano: “la via della ferramenta Luisella”, “la via del pastificio Le Spighe”...,o nel caso di negozi ormai chiusi “la via dell’ex Casalino”...I nomi delle vie si scoprono per caso e perlopiù leggendo gli annunci esposti dalle agenzie immobiliari cresciute come funghi negli ultimi anni.

In questo paese dalle mille contraddizioni, nel quale è più semplice acquistare una pelliccia (ben 2 pelliccerie nell’arco di pochi metri) che un costume da bagno o un canotto degni di questo nome, alcune cose sono rimaste immutate:come la chiesetta romanica visibile all’uscita dell’autostrada o i resti dell’acquedotto romano. Altre invece, purtroppo, non ci sono più, come l’inebriante odore di olive in salamoia all’ingresso del negozio che vende prodotti tipici, da quando, per obblighi di legge, l’enorme otre che le conteneva è stato rimosso per motivi di igiene, per far posto ad anonimi vasetti di vetro. O i resti della colonia lungo la spiaggia che con la sua scritta quasi illeggibile ricordava anni passati.

In questi 30 anni qualcosa è stato fatto: le rotonde si sono diffuse velocemente, un po’ come è successo in tante altre città, anche se qui l’arredo urbano della rotonda comprende alcuni elementi peculiari, ossia altoparlanti che diffondono note di arie celebri...Avviene così che semplici gesti quali impostare una curva mentre si è sul motorino assurgano ad impresa quasi eroica (immaginatevi lui in canotta bianca, ciabatte ai piedi e canna da pesca che impegna la rotonda proprio mentre Pavarotti intona il celebre: “All’alba vincerò...vincerò...vinceròoooo”).

L’interesse per la musica qui è palpabile: nella piccola piazzetta accanto alla torrefazione ogni tanto organizzano concerti da camera: per comunicare a residenti e villeggianti l’importanza dell’evento il Comune ha pensato di dover approntare appositi divieti di sosta nell’area interessata, che per l’occasione sono diventati “divieti rafforzativi” (vd. foto).




Ed infine uno dei negozi più vecchi e rappresentativi del paesaggio locale: il negozio di televisori. Il negozio di televisori è un antro buio, nel quale si arrischiano ad entrare soltanto i residenti e popolato all’interno di strane creature (tipo televisori in bianco e nero o televisori a colori ormai da anni rotti e mai aggiustati). Ogni tanto queste strane creature vengono riposte all’esterno del negozio, sul marciapiede, cosicché anche i villeggianti possano notarle meglio.

Affinché eventuali avventori in cerca di televisori siano avvisati del destino tremendo che li attenderebbe una volta entrati, il proprietario spesso si siede su una panchina, accanto ai suoi televisori rotti, all’ingresso del negozio. Camicia con maniche corte rigorosamente aperta (anche perché risulterebbe impossibile chiuderla vista la circonferenza del suddetto), dalla quale si può agevolmente ammirare la sottostante canotta bianca a coste larghe, il tutto corredato da ciabatta marrone aperta con calzettone grigio. Insomma, il tecnico del televisore che ogni donna sogna un giorno di chiamare a casa propria per installare il digitale terrestre...



A parte il negozio di televisori, questo è un paese nel quale si trova tutto. E’ sufficiente non cercare quello che NON si può avere: un costume da bagno, un canotto, una muta e l'attrezzatura per le immersioni, un locale carino nel quale intrattenersi dopo cena o dove i giovani possano divertirsi...che poi, diciamolo, in un paesino di mare, ci sembrano sinceramente pretese un po’ assurde...;-)

sabato 2 luglio 2011

Lei al supermercato...

Come promesso, la seconda puntata della saga "Lui e lei al supermercato".

La prima cosa che Lei fa, avvicinandosi alle porte del supermercato, è consultare l’orologio. “Le 16? Tardissimo!!!....Devo fare in fretta, perché tra poco il pargolo n.1 esce dall’asilo dietro l’angolo”.


Una volta varcata la soglia, uno sguardo rapido alle casse per vedere qual è la situazione delle code e stimare il tempo necessario per pagare ed uscire. Un secondo sguardo per cercare il cestello (tanto in lista ci sono soltanto 4 articoli...) ed eccola pronta.

”Zucchero, latte, prosciutto, ammorbidente..ok....dunque corsia 1 poi la 2, la 4 ed infine le casse”. Imbracciato il cestello, lista della spesa in mano, Lei parte (Lei ha SEMPRE il biglietto con la lista della spesa. Anche Lui lo avrebbe se: 1) non lo avesse dimenticato sul tavolo di casa; o 2) non lo avesse accuratamente risposto - e altrettanto accuratamente dimenticato - nel cruscotto dell’auto all’interno del parcheggio sotterraneo del supermercato o 3) non lo avesse lasciato nella tasca dei jeans che all’ultimo momento si è cambiato, perché, chissà perché, Lui quando va al supermercato deve ostentare un'eleganza inaspettata). “Zucchero, fatto...vabbè mentre ci siamo anche un po’ di olio che sta per finire”...Il passo rapido, lo sguardo che veloce scannerizza i prodotti sulle mensole....”Il latte.....vabbé, mentre ci siamo anche un po’ di yoghourt e le uova”. Un rapido sguardo per consultare la data di scadenza (quei numeri misteriosi che Lui, semplicemente, non vede o, se per caso li vede, li ignora) e via, la mano, rapida, infila i prodotti nel cestello.

Avverte un leggero senso di soddisfazione quando, consultato l’orologio, si accorge di essere riuscita a fare tutto in tempo record: manca soltanto l’ammorbidente, corsia 4. Girato l’angolo, la mano protesa verso lo scaffale sul quale Lei SA di trovare l’ammorbidente che usa sempre e..”Frizzo, il cibo per il tuo cane????” “Ecco, è successo un’altra volta: hanno modificato le corsie!" Queste operazioni che periodicamente avvengono nel supermercato rappresentano per Lei un vero e proprio insulto alla sua intelligenza. Dopo settimane passate a memorizzare corsie e prodotti (sempre in chiave di ottimizzazione dei tempi...) una mente perversa (senza dubbio un uomo) ha ben pensato di modificare l’ordine delle corsie. “Pensano forse di convincermi ad acquistare cibo per cani al posto del mio ammorbidente?”...Lo sguardo scuro in volto, Lei ricomincia la sua perlustrazione alla ricerca dell’ammorbidente. Finalmente lo trova e lo infila nel cestello...”Anticalcare?...Sì è meglio prendere anche questo...anzi, visto che è in offerta speciale ne prendiamo anche 2 confezioni che così risparmiamo, tanto non scade”.

Un sospiro di sollievo...l’impresa è terminata: peccato soltanto per quel fastidioso dolorino alla spalla. Sì, perché i prodotti, non si sa come, si sono moltiplicati e ora le uova fanno pericolosamente capolino dal suddetto cestello. Lei si avvicina alle casse per una rapida ricognizione. Cassa 1: signora 50enne con grande carrello e nessun portafoglio in mano....troppi prodotti, scartata; cassa 2: signora elegante con cagnolino al seguito con 10 articoli, tra i quali le pesche NON pesate..scartata, perché al momento di pagare farà fermare la cassa e dovranno chiamare al microfono Giovanni che dovrà uscire dal magazzino, andare alla cassa a ritirare le pesche e poi al reparto frutta a pesare le pesche e poi tornare alla cassa con le suddette pesche...; cassa 3: signora di 40 anni con 10 articoli, cellulare in mano e nessun biglietto...scartata, perché al momento di pagare pronuncerà la fatidica frase: “Ops, mi scusi ho dimenticato la salsa tonnata..vado un attimo a prenderla...” e bloccherà tutta la fila; cassa 4: signore di 60 anni con 3 articoli e portafoglio in mano...sì!!!....cassa 4!.

Lei si mette in coda dietro il signore, attendendo con trepidazione che l’addetta faccia scorrere il rullo, in modo da potersi liberare del contenuto del cestello. “Sono 15 euro!”, dice la commessa al signore...”Ecco...ah, mi scusi, com'è la faccenda delle padelle? Mia moglie mi ha detto che devo ritirare le padelle”...”Le padelle sono il premio che lei può ritirare se ha terminato la collezione di bollini...lei ha con sé la scheda compilata?” chiede la commessa...”Guardi, ho questa” risponde il signore tirando fuori una scheda. “Bene, lei ha 1000 punti, quale padella vuole? Quella con 1000 punti che può prendere aggiungendo 1 solo euro, oppure quella da 1200 punti, per la quale deve aggiungere 10€ o quella da 1300 punti, per la quale deve aggiungere 15€?”. “Ma scusi, perché devo pagare se è un premio?” chiede il signore.

Lei comincia a provare una stretta al cuore...ecco, lo sapevo, anche questa volta, nonostante l’analisi scientifica, ha sbagliato cassa. Il dialogo tra il Lui che, è evidente, non viene MAI a fare la spesa e NON conosce i sistemi delle promozioni, si fa lungo, come la coda dietro...Non è la spalla a preoccuparla, perché ormai ha perso del tutto la sensibilità all’arto. Piuttosto la consapevolezza di non aver scampo: la coda dietro di lei le impedisce di tornare sui suoi passi ed optare per un’altra cassa. Alla fine Lui decide di chiamare la moglie al cellulare per chiedere istruzioni.

Alla fine prenderà la padella da 1200 punti (dopo una lunga discussione con sua moglia circa l’opportunità di dover pagare per ritirare un premio). Terminate le operazioni si volgerà indietro verso la coda (costituita da sole donne) ed esclamerà con sorriso bonario: “Scusate eh...che volete, queste donne....!”. Riuscirà ad evitare l’esecuzione pubblica in piazza, di fronte alle porte del supermercato, soltanto perché sono le 16,30 e i pargoli stanno uscendo dall’asilo.

martedì 28 giugno 2011

Lui e Lei: la spesa al supermercato

Ormai è noto. A mettere a dura prova la vita di coppia sono sovente piccoli eventi quotidiani apparentemente innocui. Tra questi vi è senza dubbio la spesa al supermercato, attività che Lui e Lei affrontano con modalità diverse.



Lui, ancor prima che le porte automatiche del supermercato si aprano, è già un uomo felice: l’aspetto tronfio e gagliardo di chi sta per imbarcarsi in un’avventura impegnativa, ma che gli procurerà senza dubbio grandi soddisfazioni. Con questa consapevolezza, infila la monetina da 1 euro nel carrello (Lui non prende MAI il cestino perché la spesa va fatta con tutte le comodità anche quando la lista comprende 3 soli articoli). Una volta entrato, spinge con spensierata risolutezza il fido carrello tra le corsie del supermercato, pronto a cogliere gli affari che, ne è certo, gli si prospetteranno (quelli che la sua dolce metà non coglie mai perché non sufficientemente attenta!).




Il banco dei salumi e dei formaggi è una delle sue mete preferite: “Offerta specialeeeee”...ammaliato da queste parole, che hanno su di Lui lo stesso effetto del canto delle sirene su Ulisse, protende la mano e comincia ad afferrare quarti di formaggio. Poco importa se il formaggio in offerta speciale è il bitto (25€/kilo) che difficilmente la sua dolce metà potrà utilizzare per piatti diversi dai pizzoccheri (che lei comunque NON sa cucinare e soprattutto non VUOLE cucinare nelle torride giornate di giugno a 28 gradi).




La corsia dei prodotti per la casa è un’altra delle sue mete preferite: di fronte alla carta igienica non ha dubbi. Quella più lunga, quella che non si esaurisce mai, quella con la quale i suoi bimbi non rischieranno di rimanere a secco (e nei momenti di riflessione potranno anche scrivere, perché no, qualche novella o canto come il Dante della nota pubblicità). Poco importa se poi il rotolo, delle dimensioni di un piccolo melone, si incastrerà nel meccanismo che regge il rotolo stesso, costringendo l’utente di turno a srotolare fogli e fogli per riuscire a riattivare il congegno (fogli che difficilmente verranno conservati e che, più facilmente, verranno gettati con evidente spreco...).




Di fronte all’offerta speciale (specialeeeee!) dei sacchetti della spazzatura poi non ha dubbi: ne prende 2 rotoli, senza verificarne bene il contenuto. Solo una volta arrivato a casa, scoprirà che si tratta di quelli condominiali che difficilmente potranno essere riempiti dalla sua famiglia in tempi utili per evitare epidemie di colera...




Lui però è un ecologista convinto: prima di tutto bisogna utilizzare per la spazzatura i sacchetti ecologici che ha acquistato a caro prezzo al supermercato. Soltanto una volta che il suddetto sacchetto sarà riempito, sarà costretto ad ammettere che le tracce di sugo di pomodoro sul fondo del bidoncino che contiene il sacchetto non sono il risultato di una pulizia poco accurata, ma dei tagli e dei buchi che i suddetti sacchetti ecologici recavano dopo il trasporto a casa (e che gli erano “sfuggiti”). “Te l’avevo detto che questi sacchetti non possono essere utilizzati per buttare la spazzatura...non sono resistenti”, tuona una voce alle sue spalle...Accusa alla quale Lui risponde sereno: “E qual è il problema? Abbiamo i sacchetti condominiali!”...




Uomini e donne fanno la spesa con modalità diverse. E per il bene della coppia è meglio che continuino a farlo separatamente.
P.S.: per par condicio, a "Lei al supermercato" verrà dedicata la prossima puntata...

mercoledì 22 giugno 2011

Lui e Lei...

Un’altra puntata di “Lui e lei...” ...: piccoli frammenti di vita quotidiana in una normale famiglia italiana...

La pappa

Lui: “Il bimbo piange...a che ora deve mangiare?”
Ma perché, quando piange, diventa “Il bimbo”? Fino a quando dormiva beatamente era tuo figlio Leonardo e ora...è “il bimbo”? E poi non è che piange solo quando ha fame...ma d’altronde la semplificazione delle necessità si accomoda bene alla mente maschile...

Lui...quello che cammina sull’acqua

Lei: “Non prendi qualche biscotto per Leonardo?”
Lui: “No...a colazione ha mangiato a sufficienza”
Lei: “Non ti porti la bottiglietta dell’acqua?...Ci sono quasi 30 gradi!!!”
Lui: “No, berrà alla fontana”
Lei: “Non prendi la mantellina? Non gli metti gli stivaletti per la piaggia? Guarda che sta per piovere!"
Lui: “No, con me non si bagna!”

Non è Napoleone...

Lei: “ Caro, dopo bisognerebbe anche....”
Lui: “Aspetta, aspetta...(mentre risciacqua il biberon...) ...ora non posso”
Lei: “Non puoi cosa? Non puoi ascoltare?”
Lui: “No, non vedi, sto risciacquando il biberon....”
Si dice che Napoleone riuscisse a compiere molte azioni contemporaneamente...siamo proprio sicuri che fosse un uomo?


Napoli

Lui: “Porto giù la spazzatura e un po’ di carta da riciclare.....(sollevando il sopracciglio sinistro e con aria greve..) d’altronde, se non lo faccio io...”
Vorreste far notare alla vostra metà che nonostante la sua assenza nelle precedenti 2 settimane la casa non è invasa di sacchetti della spazzatura, con i bimbi che fanno lo slalom con il triciclo tra i sacchetti, come i motorini a Napoli, e che dunque, anche in sua assenza una qualche "forza" è intervenuta a rimuovere i suddetti sacchetti, ma desistete (anche perché sul momento non avete a portata di mano uno dei suddetti sacchetti da tirargli dietro...)

SMS

Lei: (Drin...drin) "Caro, ricordati di comprare anche il latte...”
Lui: “Ok, scrivimi un SMS, così non mi dimentico”....
Lei (a casa): “Caro, dove è il latte?”
Lui: “Ah, non l’ho comprato...”
Lei: “Ma ti avevo anche inviato un SMS””
Lui: “L’ho cancellato”

lunedì 13 giugno 2011

Complimenti sig.ra Elvira...ha vinto!

-"Sa, ho ricevuto un premio dalla mia società telefonica.."

-"Davvero ? E che cosa le hanno regalato?"

-"30 minuti di chiamate da utilizzare verso gli utenti telefonici X nelle prossime due ore e 300 SMS verso gli utenti telefonici X da utilizzare nelle prossime 3 ore.."

-"I sai nen..." (allargando le braccia). Ndr: letteralmente dal piemontese: “non so”…da intendersi come “guarda un po’ che cosa mi succede..”

La sig.ra Elvira, nonna della piccola Alice, non riesce a farsene una ragione: perché regalare a lei, 62 anni, 10 numeri in rubrica (di cui nessuno dell’utenza telefonica X) questi premi…

“E ora? Che faccio, chi chiamo? E poi 300 SMS? A chi li mando? Ma che razza di premio è?”

Vorrei spiegare alla sig.ra Elvira che in realtà i premi non sono personalizzati come la dicitura “C’è un premio per te” vorrebbe suggerire. E mentre penso alle migliaia di altre persone che si saranno poste la stessa domanda della sig.ra Elvira, penso a quanto poco certe aziende facciano per conoscere meglio i propri clienti. Eppure, conoscerli meglio è essenziale per offrire loro un servizio migliore facendo in modo che siano soddisfatti (e quindi meno propensi a cambiare fornitore) o per offrire loro altri servizi, in aggiunta a quelli già forniti (dunque aumentando i ricavi dal medesimo cliente).

Forse la sig.ra Elvira è un cliente sul quale, dal punto di vista della compagnia telefonica, non vale la pena di investire troppo in termini di cura del cliente, ma illuderla con il falso premio non è stata una buona operazione di customer relation management…

Certo, gli operatori telefonici sono soggetti ad una regolamentazione più severa, in materia di utilizzo dei dati personali, rispetto ad altri operatori (es.. Google e Facebook). Ma se i medesimi utenti degli operatori telefonici sono pronti a condividere con Google e Facebook particolari anche personali su di sé, forse questo significa che in generale gli utenti sono disposti (ovviamente con le necessarie condizioni e garanzie di riservatezza…) a condividere le proprie informazioni con le aziende delle quali sono clienti…ma in cambio chiedono gratificazioni pertinenti con i propri interessi…

Pertinenti, appunto…

mercoledì 1 giugno 2011

Alla ricerca del tempo perduto

Due notizie che fanno riflettere sul rapporto tempo-tecnologia.

Il World Memory Project, promosso dall’Holocaust Memorial Museum statunitense e da Ancestry.com mira a rendere disponibili gratuitamente, online, informazioni sulle vittime ed i sopravvissuti delle persecuzioni naziste. Scaricando un apposito software, chiunque può contribuire al progetto, aiutando ad indicizzare immagini digitalizzate originariamente contenute in microfilm che così diventano consultabili e ricercabili online, nell’ambito di un database. Pochi minuti dedicati al progetto da parte di migliaia di volontari in tutto il mondo stanno aiutando a preservare la memoria storica e a dare risposte a quanti cercano informazioni su parenti e familiari vittime delle persecuzioni (fonte: http://www.ancestry.com/wmp).

Una recente indagine condotta negli Stati Uniti (http://harmon.ie/content/press-releases) ha rivelato che oggi il 60% delle distrazioni che avvengono sul luogo di lavoro sono determinate dalla consultazione delle mail, dall’utilizzo dei social network, dall’invio di messaggi sul cellulare, dall’instant messaging, dalla ricerca di informazioni sul web e dal passaggio da un’applicazione all’altra.

Metà degli intervistati ha rivelato di non riuscire a lavorare più di 15 minuti (ma a volte anche meno) senza essere interrotti o distratti, fattore, questo, che impatta negativamente sul lavoro svolto in termini di: difficoltà a lavorare (33%); mancanza di tempo per riflettere (25%); eccesso di informazioni (21%); mancato rispetto delle scadenze (10%) e clienti persi (5%).

Questo quanto emerge dalla indagine...E' tuttavia vero che in molti casi questi stessi strumenti o almeno parte di questi (es: la ricerca di informazioni sul web, la consultazione di blog specialistici, ecc.) contribuiscono alla produttività e alla qualità del lavoro nella misura in cui aumentano ad esempio le opportunità di scambio di opinioni e l'accesso a materiale/informazioni sui quali riflettere.

In questo contesto, la capacità di selezionare le informazioni (e la disponibilità di strumenti che ci consentano di organizzare quelle stesse informazioni in modo strutturato e rapido) nonché la capacità di capire quando è necessario fermarsi a riflettere prima del prossimo click sembrano ingredienti necessari per ritrovare l’equilibrio perduto…

giovedì 5 maggio 2011

C'è sempre qualcuno che chiama mentre faccio la doccia

Ricordo una bella striscia di Peanuts nella quale Snoopy, un po’ corrucciato, esclamava: “C'è sempre qualcuno che chiama mentre faccio la doccia”…

-Drin, drin (il cellulare squilla mentre voi, ovviamente, siete sotto la doccia)…

-Sì..un attimo…pronto? (La schiuma vi sta colando sugli occhi, non avete gli occhiali…è un miracolo che siate riuscite in qualche modo ad agguantare il cellulare…)

-Sì, buongiorno signora, è l’asilo…volevo dirvi che c’è un problema (la voce è disturbata e voi avete anche la schiuma nelle orecchie, cosicché non potete avvicinare bene il cellulare..nonostante questo vi colpisce il forte accento romano…sarà una consorella arrivata da Roma?)

- Un problema?

-Sì un problema che riguarda vostro figlio…

(Ecco lo sapevo, pensate voi…devo aver letto male le graduatorie dell’asilo…M. non è stato preso in quell’asilo e ora abbiamo già rinunciato agli altri posti…maledizione…e ora che facciamo?)

- Scusi, qual è il problema?

-Il problema è la quota della mensa, signora. Risulta che non l’avete ancora pagata..Sa, si deve pagare in anticipo...

-Beh, sì, lo so, ma pensavo di effettuare il pagamento in occasione dell’incontro del 19 maggio, quello fissato da Suor Costanza...

-Da chi?

-Da Suor Costanza…la consorella che si è occupata dell’iscrizione

-No, guardi, qui non abbiamo né consorelle, né confratelli, siamo un asilo comunale..

-Ma scusi, lei da dove chiama?

-Da Roma

-Roma? No, ma guardi, ci deve essere un errore…

-Ma lei non è la mamma di Anio?

-Anio?

Se non fossi stata sotto la doccia e senza occhiali forse avrei letto subito il numero di cellulare dal quale proveniva la chiamata ed avrei intuito che probabilmente si trattava di un errore;

Se quest’anno non avessi iscritto M. all’asilo non sarebbe sorto l’equivoco;

Se la mensa non si dovesse pagare in anticipo il povero Anio non rischierebbe di rimanere a pane ed acqua…

La prossima volta, prima di fare la doccia, spengo il cellulare…

lunedì 2 maggio 2011

E se fosse tutta colpa di Striscia?

La domanda sorge spontanea: e se fosse tutta colpa di “Striscia la notizia”? Se fosse proprio la nota trasmissione satirica a fomentare l’estro perverso di coloro che hanno il compito di ideare gli slogan dei manifesti elettorali per le elezioni amministrative?

Un po’ come quando guardiamo i video proposti dalla trasmissione "Paperissima", che hanno per protagonisti genitori scellerati intenti nelle più improbabili e impensabili evoluzioni acrobatiche che culminano in inevitabili schianti al suolo e ci chiediamo “Ma saranno veri o li avrà creati la tv?”….

Evidentemente, la voglia di primeggiare nella classifica dei manifesti elettorali più "originali" che "Striscia la notizia" propone ai suoi telespettatori solletica molte menti..il cui parto creativo si sostanzia nei manifesti citati in precedenza.

Alcuni esempi…

Ricordando la tragedia della Thyssenkrupp il candidato Juri Bossuto afferma: “Giustizia è

fatta”…Tema molto serio, che stride con la rivisitazione del titolo del bellissimo film di De Sica “Ieri, oggi e domani” riportata come slogan al fondo del manifesto: “Juri, oggi e domani” (che, diciamolo, non fa neanche tanto ridere, a maggior ragione se associata ad un evento così tragico).


Ci sono poi altri candidati che vogliono stupire e puntano tutto sulla teatralità: “Panero. Io potrò sempre guardarvi negli occhi” ..che, diciamolo, con quello sguardo un po’ allucinato alla Grande Fratello (ricordate l’occhio che tutto vede della pubblicità?), risulta anche un tantino inquietante...


C’è poi un’altra categoria di candidati la cui unica colpa risiede nel cognome, ma che citiamo comunque per completezza. All’arcinoto Dell’Utri piemontese che ha coperto metà dello spazio del suo manifesto elettorale per specificare “Non sono parente” (del Dell’Utri siciliano, noto alle cronache giudiziarie), si è aggiunta recentemente una candidata della sinistra. Il suo slogan è “Vota DEI GIUDICI”, che poi è anche il suo nome…ma che, inevitabilmente, vista l’appartenenza politica della candidata, alimenta le note diatribe sulla giustizia…E ancora mancano circa 2 settimane alle elezioni…


venerdì 25 febbraio 2011

Primogeniti vs. secondogeniti

Nonostante quello che sostengono i genitori, i secondogeniti ricevono un trattamento diverso dai primogeniti…come testimoniano i seguenti fatti:

1) nei primi mesi di vita i primogeniti nati nei mesi freddi escono soltanto nelle ore più calde…i secondogeniti escono quando i genitori possono uscire…se poi c’è anche il sole tanto meglio;

2) l’acqua con la quale si preparano i cibi dei primogeniti è rigorosamente quella in bottiglia, con il bollino che ne assicura l’adeguatezza alle necessità del bimbo appena nato…l’acqua che bevono i secondogeniti è quella del rubinetto…al massimo filtrata in caraffa;

3) il ciuccio dei primogeniti viene sterilizzato tutte le volte che cade…anche 50 volte…quello dei secondogeniti pure…ma soltanto dopo le prime 10 volte;

4) quando partono per la villeggiatura, i primogeniti hanno un corredo degno di una piccola star del cinema ….il corredo dei secondogeniti in partenza riempie gli spazi vuoti della valigia dei genitori (se ci sono);

5) i primogeniti hanno diritto ad un quaderno sul quale vengono accuratamente riportati i fatti salienti della loro esistenza: il giorno nel quale è spuntato il primo dentino, il giorno nel quale hanno cominciato a gattonare…i secondogeniti, beh anche a loro succederanno le stesse cose, quindi perché perdere tempo ad annotarle nuovamente?

6) i primogeniti ricevono una ricca educazione letteraria…i secondogeniti pure, con la differenza che delle storie guardano/leggono soltanto la parte centrale (essendo le prime e le ultime pagine dei libri state divelte dai primogeniti nel loro furore letterario).

I secondogeniti di norma parlano prima dei primogeniti…perché hanno qualcosa di cui lamentarsi…

mercoledì 9 febbraio 2011

Buoni propositi

Lui (prima della nascita del pargolo e dopo aver sentito i racconti di coppie di amici disperati, alle prese con figli piccoli scatenati): “Sì, sì, quando toccherà a noi sapremo come fare… gli riempiremo la giornata di tante attività cosicché la sera crollerà dal sonno alle 21”

Alle 21 di 3 anni dopo la situazione è un po’ diversa: Lui giace “distrutto” sul divano mentre il pargolo saltella allegramente per casa (attività che durerà fino alle 23…)

Ai genitori non mancano i buoni propositi…quello che li frega è la mancanza delle forze necessarie per sopportarne le conseguenze…

lunedì 24 gennaio 2011

Lui, Lei e il Pargolo

Sabato sera in una normale famiglia italiana con un pargolo di 1 mese circa, che considera il sonno una perdita di tempo, da ridurre a brevi intervalli di non più di 1-2 ore, preferibilmente di giorno.

Lei (che da quando è nato il pargolo dorme mediamente 4 ore per notte, non continue, ma approfittando dei brevi intervalli di sonno del suddetto pargolo): “Guarda che il pargolo sta strillando da circa 20 minuti…”

Lui (che da quando è nato il pargolo dorme mediamente 7 ore continue per notte, ad eccezione di qualche week-end, come questo, nel quale è incaricato della gestione del suddetto pargolo): “Sì…sì”

Lei: “Guarda che devi prenderlo con te…lasciarlo nella culla quando piange disperato serve a poco”

Lui (emergendo a fatica dalle lenzuola, gli occhi ancora chiusi…)… “Sì sì ora lo prendo…sono distrutto”

Lei: “Distrutto alle 22? Guarda che la notte è appena iniziata…Dimmi, come faresti se dovessi occuparti di lui tutti i giorni e tutte le notti, come la sottoscritta?”

Lui: “Eh, ma tu ci sei abituata…”

Si sa, l’esperienza è quella che conta.

lunedì 17 gennaio 2011

La malattia del genitore

Il mio ex capo, uomo di 50 anni, non sposato e senza figli, un giorno, parlando di alcuni colleghi sposati si lamentò con me dicendo: “Non si può più parlare con loro…parlano soltanto di figli!”.

Allora trovai l’osservazione piuttosto sgradevole: oggi devo riconoscere che ha un fondo di verità. La nascita di un figlio rivoluziona completamente la vita: i momenti da dedicare a se stessi scompaiono da un giorno all’altro riducendosi a scampoli rubati durante il sonno del bambino. Pappe, dimensioni e forme delle evacuazioni del piccolo, malattie, coliche, pediatri, peso, circonferenza cranica, percentili, ovetti e navicelle, tate, asili, logopedisti, scuole, diventano i temi principali di discussione con il coniuge e gli altri adulti. E quando la prole aumenta ci si pone il quesito se mai si potrà amare qualcuno come il primogenito, quello con il quale si è affrontata per la prima volta questa incredibile avventura.

La risposta è no… ogni figlio è un’ esperienza a sé, non solo perché ogni figlio è diverso dall’altro, ma perché anche i genitori, con il tempo, cambiano. Il sentimento che si prova è, però, altrettanto forte e totalizzante…una sorta di malattia buona dalla quale, come aveva notato a suo modo il mio ex capo, non si guarisce…

venerdì 31 dicembre 2010

Un altro 31 dicembre…e l’anno che verrà

Che cosa scrivere per celebrare questa giornata di festa comandata, di eccitazione collettiva per un anno che si conclude? Effettivamente, considerando che per molti aspetti è stato un anno da dimenticare, di motivi per festeggiare ce ne sarebbero (soprattutto se avessimo la certezza che il 2011 sarà migliore…).

Di questo 31/12 alcune cose sono comunque già certe: come ogni anno, in questa giornata, approfittando delle promozioni degli operatori telefonici, molte persone invieranno una quantità sproporzionata di SMS di auguri “fotocopia”…e, come ogni anno, buona parte di questi arriverà con ore di ritardo a causa del “sovraccarico” della rete telefonica. Come ogni anno, poi, questa sera verrà consumata una quantità sproporzionata di cibo…e, come ogni anno, a partire dal 1 gennaio, i telegiornali dedicheranno servizi e servizi (i soliti, riciclati ogni anno) su come eliminare i grassi accumulati durante i festeggiamenti. Come ogni anno, assisteremo in televisione alle trasmissioni “contenitore” con i soliti protagonisti, i soliti servizi e le solite banalità che si protrarranno fino all’agognato brindisi di mezzanotte.…

E nel 2011? Beh, continueremo a vedere le pubblicità delle compagnie telefoniche con le “belle" di turno, ma attenzione, si preannunciano novità: nel nuovo anno, come svelato da “Italia Oggi”, a suonare al campanello della Hunziker non sarà più John Travolta, ma il duo Ficarra e Picone (primo elemento positivo del 2011… Infatti, a meno che qualche brillante personaggio non decida di far parlare i protagonisti in uno stretto dialetto siciliano, riusciremo – forse - anche a capire il contenuto della pubblicità...). Non solo, ma nel nuovo anno i gatti sterilizzati potranno finalmente contare su un cibo pensato appositamente per loro, come abbiamo appreso dallo spot trasmesso in questi ultimi giorni dell’anno che ritrae un gatto che gusta il nutrimento pensato per mantenere “il peso sotto controllo e il sistema urinario sano”. Insomma…non sappiamo con certezza come sarà il 2011 ma qualche elemento positivo all’orizzonte si intravvede già…Auguri!

martedì 23 novembre 2010

Back to the past: all'università 12 anni dopo...

In un frizzante lunedì di novembre, l’aria pulita grazie alle abbondanti piogge, gli ultimi scorci di sole che filtrano tra i rami disadorni , capitiamo dalle parti dell’università…12 anni dopo.

Il palazzo principale, uno dei tanti mostri “provvisori” italiani costruiti in fretta e furia ed ancora lì dopo troppi anni, non è cambiato: la scalinata sporca, le ringhiere con attaccati teli sui quali campeggia una scritta rossa di vernice nella quale ci sembra di intravvedere il nome di Sacconi (ma non è Gelmini il ministro della pubblica istruzione?)…Mancano soltanto i giovani incravattati dei comitati comunisti leninisti intenti a distribuire volantini (ma forse è solo una questione di orario, di solito operavano ad inizio mattinata).

I corridoi sono gli stessi: gli ascensori minuscoli, le bacheche affollate di manifesti, dagli avvisi di chi cerca compagni per condividere appartamenti in affitto a quelli sui corsi di ballo, a quelli relativi ai seminari sulla libertà di stampa che si tengono nell’aula 34.

La biblioteca non è più in fondo al corridoio: sappiamo che è stata spostata, ma temiamo che, come una volta, sia nascosta nel sottosuolo del palazzo. Triste destino per una biblioteca: che biblioteca è una bilioteca nella quale i libri non possono essere toccati, sfogliati, sbirciati tra gli scaffali…, ma solo ordinati con un modulo da consegnare agli addetti, gli unici che, scesi i gradini di una piccola scaletta, hanno il privilegio di addentrarsi nei meandri della biblioteca nascosta, per tornare poco tempo dopo con i volumi richiesti? Una biblioteca come un triste magazzino merci…

Scendiamo le scale per verificare se la libreria, quella nella quale prenotavamo i libri c’è ancora: è ancora lì e alla cassa troviamo il ragazzo, ora uomo, di un tempo che, ancora oggi, dopo 12 anni, con il medesimo sorriso e tono gentile ci chiede come ci può aiutare…”Ciao, grazie…stavo dando solo un’occhiata…ma tu sei qui da tanto tempo…mi ricordo di te…” “Sì, effettivamente sono 21 anni, ma mi dispiace non mi ricordo tutte le generazioni di studenti”…e così si parla per qualche minuto mentre lo sguardo passa velocemente in rassegna i libri stipati sugli scaffali: dalla letteratura ai manuali di economia e diritto…perché, come dice il nostro amico, “tutti gli studenti passano da noi”.

Pochi minuti dopo ci dirigiamo all’uscita: guardiamo distrattamente gli studenti perché sappiamo che non riconosceremmo nessuno…in compenso ci sembra di riconoscere qualche assistente con qualche ruga in più. Accanto al palazzo dell’università i bar sono più o meno gli stessi: anche le copisterie non sono cambiate: squallide e tristi come un tempo, ma sempre affollate…Il principale cambiamento è l’abbattimento di un prefabbricato che avevano costruito proprio i primi anni della nostra università..l’unico locale che potesse contenere, in un ambiente asettico ma tutto sommato più confortevole di quelli del palazzo “mostro”, 500 studenti (quelli che si materializzavano in occasione degli esami obbligatori per poi scomparire il giorno dopo alle lezioni…durante le lezioni eravamo non più di 40 studenti…forse anche perché la controguida dello studente rappresentava il prof. di diritto come un cavaliere senza testa con una falce in mano che faceva strage di studenti e le cui lezioni erano totalmente incomprensibili….).

Ci allontaniamo con passo rapido…sono stati anni dei quali conserviamo alcuni bei ricordi… ma è un mondo al quale non apparteniamo più...