venerdì 29 maggio 2009
Quiz
Sono ben lontana dal riuscire a creare giochi come quelli che propone il celebre settimanale, ma vorrei proporvi un piccolo indovinello.
C’è un palazzo di dodici piani chiamato Anno.
Il primo piano si chiama Gennaio, il secondo Febbraio, il terzo Marzo, e cosi via fino al dodicesimo, Dicembre. La terrazza del palazzo è divisa in quattro settori: Primavera, Estate, Autunno e Inverno.
Come si chiama l’ascensore?
A voi l'ardua sentenza!
mercoledì 20 maggio 2009
:)
Prof."Abbiamo visto che la pianta di fragola ha due tipi di riproduzione. Quali sono?"
Allievo "Sessuata e asessuata"
Prof. "Attraverso quali strutture la pianta effettua questi due tipi di riproduzione?"
Allievo "..."
Prof. "Cerca di ricordare, c'è anche la foto sul libro"
Allievo "..."
Prof. (aprendo il libro alla pagina con la foto della pianta di fragola) "Guarda la figura. Riconosci le strutture?"
Allievo "..."
Prof. "Non ti ricordi?"
Allievo "Bo, Prof., non lo so, non sono mica un...BIONICO!"
:)
"Via col vento" ed il barattolino di gelato
Me ne intendo poco di pubblicità, ma questa mi è piaciuta! Un bel caso di "mash-up" , ossia di un prodotto "ibrido", fatto di componenti diverse, assemblate in modo tale da ottenere un prodotto nuovo ed originale.
Ogni volta che si parla di crisi di originalità, di mancanza di contenuti nuovi/innovativi sui media a me profana del settore viene in mente il potenziale legato all'utilizzo di vecchi contenuti (video, audio, ecc.). Perché non "rivisitare" questi contenuti con spunti legati all'attualità, utilizzando le grandi potenzialità offerte dalle attuali tecnologie audio/video?
sabato 16 maggio 2009
Born digital: i nati (nativi) digitali
In un articolo apparso ieri (Luca Tremolada, Riforma mentis, Nova, 14 maggio 2009), i “nati - o nativi - digitali” vengono così descritti: “Mentre noi adulti cerchiamo sempre un manuale o abbiamo bisogno di strumenti per inquadrare concettualmente un oggetto di studio prima di dedicarci ad esso, questi nativi digitali apprendono per esperienza e per approssimazioni successive. Noi assorbiamo informazioni in sequenza logica, loro giocano con le informazioni, tagliano ed incollano saperi diversi, hanno una cultura delle immagini più sviluppata, una manualità nell’apprendere che si manifesta al compute (...) questa generazione studia e collabora in rete, è sempre connessa, non ha filtri, fatica a riconoscere l'autorità e rifugge il conflitto. Sono menti meno autonome”…
E’ evidente che il modo in cui questi nativi digitali si relazionano con gli altri, con la realtà, con lo studio, è diverso da quello di chi, come noi, è nato senza PC in casa, senza telefono cellulare e senza Internet. La distanza è tanta e questo forse, contribuisce ad alimentare un po’ di inquietudine.
Certo, sapere che per molti ragazzi Google equivale alla “realtà/verità” (se lo dice Google allora è senza dubbio vero…se non c’è su Google allora non esiste…) fa riflettere. Ma non sarà che molti dei dubbi che nutriamo su questa nuova generazione di nativi digitali sono legati alla difficoltà che noi "nati o nativi analogici” abbiamo nel capire come gestire la rivoluzione negli stili di vita, nei comportamenti sociali e lavorativi che la tecnologia sta determinando nella nostra quotidianità?
giovedì 14 maggio 2009
Fermate l'orologio!
Sappiamo una cosa però: la televisione non sarà più quella di adesso, come pure Internet, i giornali e la radio...Già, perché anche la radio (uno dei mezzi più amati e seguiti) sta evolvendo.
A questo proposito, ecco un link interessante: http://www.bbc.co.uk/podcasts/radio4/genre/factual/a-z/
La tecnologia amplia le nostre possibilità di fruizione dei contenuti ma non ci mette ancora a disposizione mezzi efficienti, efficaci, economici e di facile utilizzo in grado di ottimizzare la nostra organizzazione del tempo. Già perché la vera sfida consiste propro nella capacità di riorganizzare i nostri tempi in funzione (anche) delle nuove opportunità che la tecnologia ci offre (in questo, come in altri settori). Nonostante tutto il tempo resta, purtroppo, la vera risorsa scarsa...
sabato 9 maggio 2009
Suggerimenti per gli acquisti (Un po' di sana pubblicità)
Racchetta fulmina insetti con rete elettrificata a bassa tensione: per evitare di sporcare i muri quando schiacciate un insetto …(l'insetto rimane fulminato nelle maglie della racchetta) e per fare nel contempo un po’ di ginnastica
Card rimuovi zecche: una carta delle dimensioni di una carta di credito “per togliere le fastidiose zecche dal vostro cucciolo, oppure da voi o dal vostro bambino”…Evidentemente pensata per i viaggiatori di Trenitalia…
Mini aspirapolvere con attacco USB: dal design uguale a quello di un aspirapolvere normale, il mini aspirapolvere è pensato per la pulizia della tastiera del PC o della scrivania. Citato nella voce “regalo per i colleghi”. Utile soprattutto in periodi di tagli aziendali (ammesso che in tali periodi la pulizia della scrivania rimanga tra le vostre priorità...)
Targhetta luminosa: targhetta da indossare come cintura o nel taschino della giacca e all’interno della quale è possibile inserire un messaggio che si visualizzerà con il sistema a scorrimento, come nei tabelloni luminosi dei negozi…Viene indicata come “utile anche nei congressi e nelle riunioni aziendali, per creare un clima di confidenza ed informalità”…Non oso pensare alle scritte che potremmo vedere in occasione di certe riunioni aziendali…
Per chi desiderasse ulteriori informazioni o cercasse altri spunti interessanti per regali, ecc. il sito di riferimento è http://www.dmail.it/
E se qualcuno pensasse che queste idee non hanno mercato aggiungerò che la suddetta società ha concluso non molto tempo fa un accordo con una ben più nota società che in quanto a intraprendenza commerciale la sa lunga…
Chi indovina il nome della società potrà partecipare al concorso indetto da “Il portapenne”. Primo premio: la racchetta fulmina insetti!
giovedì 7 maggio 2009
Marco Polo???
Polo...no?...Anche solo una vaga idea?...Niente?". Nel silenzio di tomba la risposta di Madalina, studentessa rumena, in Italia da un paio di anni "Sì, il viaggiatore!" "Più o meno sapreste dire in che periodo è vissuto?" E qui si buttano "1800?".
Ora, io non sono un'appassionata né di storia né tantomeno di geografia, ma anche a 14 anni il nome Marco Polo avrebbe evocato atmosfere medievali e viaggi in oriente. Ecco, mi bastava quello! Comunque complimenti alla piccola Madalina, che di illustri personaggi italiani ne sa più dei suoi italici compagni!
lunedì 4 maggio 2009
Una domenica mattina con Marco Polo
Il percorso è stato infatti lungo e irto di ostacoli: leve di incremento, tendicinghia, guidacinghia...una macchina di Formula 1 probabilmente nasconde meno insidie.
Più di due ore spese ad interpretare un manuale scritto male ed illustrato ancor peggio, che dedica alle istruzioni sull'installazione uno spazio quasi uguale a quello dedicato al "come posizionare il bambino" (già perché notoriamente su un seggiolino auto il bimbo può assumere molte posizioni: equilibrista a testa in giù, equilibrista sul piede sinistro con il destro che sporge dal finestrino a salutare le vetture che vi superano, ecc.).
Alla fine solo il potere delle immagini (un video) vi ha salvati: video ovviamente non menzionato nel libretto delle istruzioni ma trovato sul sito della stessa azienda produttrice...video che però non è scaricabile...Per fortuna però ci sono You Tube e i siti in rete che indicano come scaricare un video da You Tube.
Ed è così che, due orette di sudate e maledizioni dopo, armati di PC portatile al seguito e video scaricato, avete affrontato Marco Polo e lo avete finalmente messo là dove doveva andare...(senza offesa, caro Marco).
Chi indovina la parola. Puntata n.21. Soluzione
giovedì 30 aprile 2009
La particella di sodio
La prassi prevede che si debba passare dall’ufficio che si occupa delle relazioni con gli investitori (analyst relations, espressione più chic del vecchio PR) che inoltrerà quindi la richiesta all’interessato…almeno in teoria.
Perché ovviamente la pratica – almeno in Italia - è ben diversa.
Telefonate, mail, mail inoltrate, sollecito telefonico…nulla funziona nella maggior parte dei casi. Le vostre richieste si disperdono come i bit nella rete.
A questo punto la piccola particella di sodio, già scoraggiata, cade nella più profonda depressione al pensiero che alla prossima telefonata all’AR possa succedere quanto capitato, in altro contesto, alla nostra lettrice Rob:
Drin drin…
- AR: “Prontooooo?”
- La particella di sodio: “Pronto, buongiorno, sono X della società Y…è la società Z?”
- AR: Perchéééééé?
Ma Brunetta (e la Gelmini) lo saprà(nno)? Puntata n. 3
Nell'ultimo post Beth ha usato il termine "made in Italy", che solitamente evoca qualcosa di positivo, tipo la cucina, la sartoria, il genio italico in generale. Io ieri invece ho avuto una tipica esperienza di organizzazione "all'italiana", che può essere tradotto come "disorganizzazione in cui, in presenza di regole poco chiare, ognuno fa come gli pare, sperando che gli vada bene". Siamo a Torino, Ufficio Scolastico Provinciale. Questi sono giorni caldi, ci sono scadenze importanti per tutto il personale della scuola. Bene, il mercoledì pomeriggio l'orario di ufficio è dalle 14:30 alle 16:00, ma c'è un particolare: i numeri vengono distribuiti alle 13:00, per cui se tu arrivi anche mezz’ora prima dell’orario di apertura, trovi un fiume di gente che ti dice che i numeri sono finiti. Un'anima pia dell'ufficio informazioni avvisa i ritardatari (!) che, se devono solo consegnare i moduli, senza chiedere consulenze, quando tutti quelli col numero saranno passati, l'impiegata li ritirerà e farà loro una ricevuta. Bene, aspettiamo; io il modulo l'ho compilato, dovrebbe andare bene, certo mi sarebbe piaciuto farlo controllare ma, pazienza, lo consegnerò così perché proprio non ho la possibilità di tornare. La mattina ricevono dalle 11:00, ma si vocifera che i numeri vengano distribuiti alle 08:30 e io non posso proprio. Continua ad arrivare gente e la folla cresce. Il display con i numeri è rotto, quindi anche i "numerati" si accalcano per capire quando è il loro turno, che viene flebilmente annunciato da un omino dietro una porta socchiusa. Verso le 15:30 un'impiegata esce dall'ufficio e dice che avrebbe già ritirato i moduli, 10 alla volta. Non finisce di parlare che viene travolta di carta. La calca è impressionante, senza criterio, tutti cercano di passare avanti, scoppiano inevitabili discussioni. L'ufficio non è predisposto per le code e quindi la gente si infila da ogni parte. A gruppi di 10 le domande vengono ritirate e vengono compilate le ricevute. Ormai l'orario d'ufficio è finito da un pezzo, sono quasi le 17:00. Ci siamo, è il mio turno, dopo di me ancora circa 30 persone inferocite (in realtà moltissimi mi sono passati avanti..). Esce l'impiegata "Siamo troppo oltre l'orario, non ritiriamo più domande. Possiamo darvi il numero per domani mattina" La folla di insegnanti e bidelli si inferocisce, la signora tentenna, ma vuole chiudere l'ufficio. Personalmente tento la tattica del "La prego, sia buona, tengo famiglia!" e, tra preghiere, polemiche e insulti, i nostri moduli vengono ritirati. Un’altra giornata nel Belpaese è finita!
martedì 28 aprile 2009
Efficienza “made in Italy” (quasi…)
Al cadere delle prime gocce di pioggia sul suolo meneghino, uno stuolo di sedicenti venditori asiatici si palesa nelle strade della città, all'interno e alle uscite delle stazioni della metropolitana, armato di ombrelli ed ombrellini di tutti i colori (tutti rigorosamente al medesimo prezzo: 3€ per i piccoli, salvo contrattazione).
Scrutano con attenzione il passante e se lo vedono sprovvisto di ombrello si fanno avanti (ma senza insistere). Agli sprovvisti di ombrello, infradiciati dalla testa ai piedi che declinano la loro offerta, riservano uno sguardo benevolo misto di commiserazione e pietà (neanche 3 piccoli "euri" in cambio di un riparo dalla pioggia?)
E’ una rete che supera, in efficienza, qualsiasi rete commerciale mai vista: i venditori compaiono e con la medesima discrezione e rapidità scompaiono non appena un timido raggio di sole fa capolino tra i nuvoloni.
Che abbiano infiltrato un agente segreto presso l’ufficio Meteo dell’Aeronautica Militare? Che abbiano lanciato satelliti spia sopra la città di Milano?
Il mistero è fitto…
sabato 25 aprile 2009
L'utente elettrone
“E’ una stazione concepita da chi non deve andare a prendere un treno”, ha prontamente risposto un altro collega (viaggiatore). Osservazione che condivido al 100%: scale mobili scarse e posizionate male, tabelle con gli orari praticamente invisibili, segnaletica lacunosa e così via.
Situazione, questa, non certo poco comune: treni concepiti da persone che non hanno mai viaggiato su un treno, programmi scolastici partoriti da menti che evidentemente non hanno ben chiara la situazione delle nostre scuole, ecc. E anche il settore privato non è estraneo a questo malcostume: alcune offerte recenti di una nota società telefonica sono un vero rompicapo (ma lo slogan non era “Tutto intorno a te”?). Per non parlare poi di quei servizi che vanno sotto il nome di “customer care”…(che, sempre in inglese, potremmo facilmente ribattezzare “customer despair”).
La realtà è che l’utente (ovvero chi dovrebbe UTILIZZARE il servizio) non è proprio al centro di nulla. E' piuttosto come quell’elettrone che gira intorno al nucleo…gira, gira gira…
mercoledì 22 aprile 2009
Cartelloni & Co
Lo sguardo cade sul cartellone pubblicitario di un partito politico: un cartellone "smozzicato", con la scritta a metà (disoccu, istruz…). E la domanda sorge spontanea: che debbano essere messi mentalmente in fila dai lettori come i mattoncini del domino fino a formare una frase di senso compiuto? Che siano una nuova forma di gioco tipo il BrainTraining della Nintendo?
Ci giriamo e lo sguardo cade sui cartelloni posizionati accanto a quelli smozzicati: quelli di una nota società di telefonia mobile, prodighi di belle donne prosperose e brevi frasi che spiegano in modo chiaro l’offerta commerciale. Quali saranno i più efficaci?...Uhm, ardua risposta...o no?
lunedì 20 aprile 2009
The Italian job: pillole di vita lavorativa
S., che ben conosce la scrivania di E., in quanto collega di open space, con evidente sorpresa si avvicina alla scrivania pulita e sgombra di carte: il tempo di gettare un’occhiata allo schermo del portatile posto al centro della scrivania e la sorpresa si trasforma in orrore.
La foto sullo sfondo del desktop non si vede neanche, coperta da cartelle e file orfani di cartelle dispersi qua e là. “Nooo non è possibile!", esclama. "Il casino si è trasferito dalla scrivania al desktop!”. Lei lo guarda con aria innocente, mentre un lieve senso di colpa l’assale. Poi si gira e vede su un lato della scrivania il nuovo portatile che le è stato assegnato, sul quale dovrà trasferire tutti i suoi file. Rincuorata, tira un sospiro di sollievo e pensa: “Sono salva”… “Lo schermo è MOLTO più grande!”
sabato 18 aprile 2009
L'ultimo caffé
E se il collega spifferasse un giorno tutto quello che sa di voi o di altri colleghi, delle pause pranzo un po’ troppo lunghe, delle cene con i clienti mai fatte ma inserite in nota spese, dell’utilizzo un po’ spregiudicato dell’auto aziendale, ecc.?
Un progetto di reality che dovrebbe essere introdotto negli USA, intitolato “Qualcuno se ne deve andare”, punta proprio su questo, sulla delazione tra colleghi…delazione che porterà il perdente (quello che avrà fatto più pause caffè?) dritto al licenziamento (sul serio, apparentemente).
In periodi di crisi economica una bella lotta all’ultimo sangue tra colleghi mi sembra un vero toccasana…che potrebbe portare in breve all’estinzione dell’intera razza lavorativa.
In viaggio: il cielo in terra
In questo periodo la terra tra Novara e Vercelli vista dal treno è un enorme cielo..il cielo che si rispecchia nelle risaie allagate lungo i binari del treno.
giovedì 16 aprile 2009
Nulla si crea, nulla si distrugge...o quasi
Prendete un oggetto qualsiasi, un ciuccio ad esempio: scagliato nell’etere dall’innocente manina del pargolo (manina che potrebbe fare concorrenza ad un lanciatore di baseball) atterra in un certo luogo…luogo nel quale, pochi minuti dopo, non sarà più ritrovato dai genitori disperati alle prese con le urla del pargolo che cerca il ciuccio.
Svanito, polverizzato, smaterializzato…
Spostati i mobili, rivoltati divani, cuscini, svuotati cassetti…l’oggetto ricomparirà quando meno ve lo aspettavate, quando ormai disperati eravate sul punto di spendere ben 20€ per assicurarvi la spedizione di questo bene primario made in Germany (il pargolo solo quelli usa…).
Era là…nel luogo più sicuro ed improbabile…al calduccio tra le pieghe del pannolino accuratamente sigillato intorno alle pargolesche rotondità…
…perché, accidenti, è proprio così..nulla si crea, nulla si distrugge
mercoledì 15 aprile 2009
Indovina chi viene al matrimonio?
Persone con esperienze di vita interessanti e molto diverse dalle nostre: un traduttore di libri, in bilico tra le battute dei fumetti e le stravaganze della scrittura creativa, una ragazza italo inglese che ha vissuto in talmente tanti paesi da chiedersi dove siano le sue radici e che per la sua bimba sogna il meglio di tutto quello che ha visto e conosciuto nelle diverse patrie adottive.
E’ il dialogo con gli altri che ci arricchisce, che ci avvicina ad esperienze di vita e di lavoro che seppure “fisicamente” vicine alle nostre sono in realtà molto lontane.
Piccoli viaggi affascinanti senza valigia.. .
venerdì 10 aprile 2009
La motocicletta
Ma la piccola motocicletta rossa doveva essere uno dei suoi giocattoli preferiti.
Oggi la motocicletta rossa è sulla sua piccola bara bianca…
Sotto la sua piccola bara bianca una bara più grande, marrone…
La motocicletta e la mamma…insieme per sempre